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Iniziava con Lauda e Regazzoni un periodo di vittorie che sarebbe durato fino al 1979. Ma anche Alfa e Lancia sarebbero ritornate grandi.

Mai nella storia del nostro automobilismo era successo: quattro titoli mondiali nello stesso anno con Alfa Romeo, Ferrari e Lancia. E cosí anche i nostri Brambilla, Merzario e Munari finalmente svettano

LANCIA STRATOS - Anche se in quegli´anni il mio interesse era ancora per la velocità in circuito, devo assolutamente aprire una parentesi per citare una macchina che ha segnato un prima e un dopo nel mondo dei rally internazionali; mi riferisco a quel gioiello di meccanica che è stata la Lancia Stratos, la prima macchina costruita espressamente per correre in questo tipo di gare. Dopo il debutto al Tour de Corse del 1972, nel '73 e nel '74 la Lancia decide di provare la macchina in quelle prove del mondiale dove era ammesso il Gruppo 5, per conoscere le reazioni della vettura e valutare se fosse il caso di richiedere l’omologazione in Gruppo 4 e puntare cosi' a traguardi piu' ambiziosi. I risultati furono talmente buoni, vittorie assolute al Tour de France e al Giro d´Italia, che si decide immediatamente per la costruzione in serie della vettura ed il 1 di ottobre del 1974 la Stratos è omologata. Inmediatamente arrivano vittorie e piazzamenti importanti per la casa di Chivasso che, anche grazie ai punti raccolti dalle Fulvia HF e dalle Beta Coupè, rientra in lotta per il titolo mondiale costruttori dove sfida la sorella Fiat. Nel giro di tre mesi Munari vince il San Remo, in Canada, ed è terzo al Rac. Andruet è primo al Giro d´Italia e al Tour de Corse. La meta è raggiunta: con 94 punti la Lancia è Campione del Mondo. La stagione 1975 inizia come sempre nel Principato di Monaco dove la casa di Chivasso ha gia’ vinto con Munari e la Fulvia nel 1972. Si presenta con un´armata di Stratos nella livrea Alitalia e con i migliori piloti del momento come Andruet e Pinto, oltre al caposqaudra Munari. Nelle prime fasi della gara il veneto è già al comando davanti ad Alen (Fiat-Abarth 124), gli altri lancisti sono ben piazzati quando di colpo si ritirano nello stesso punto, a causa del ghiaccio. Quello che doveva essere un "pieno" assoluto si trasforma in un´angosciante finale ma Munari non commette errori e si aggiudica la corsa per la seconda volta nella sua carriera (vincerà ancora nel 76 e nel 77). È anche l´inzio di una nuova annata che ridarà il titolo mondiale alla Lancia e alla Stratos. Già in quell´anno di consacrazione ebbi la fortuna di vedere la Stratos in azione a Monza ma non in un rally (quello dell´Autodromo sarebbe iniziato anni più tardi); infatti la squadra diretta da Cesare Fiorio decise di sviluppare ulteriormente una versione da pista della Gruppo 4 anche se nella sua categoría doveva vedersela con le Porsche Carrera RSR di 2,7 e 3 litri, quindi ben più potenti. Questa vettura, opportunamente modificata tanto nell´aereodinamica come nella risposta del motore, debuttò nel Campionato Europeo GT verso metà anno con Carluccio Facetti al volante e il primo risultato di rilievo l´ottenne propio sulla pista lombarda nella 6 ore Coppa Intereuropa dove la coppia Brambilla-Facetti si classificò al 3º posto assoluto. Da notare che mentre nei rally del 1975, 1976 e 1977 le Stratos ufficiali correvano con livrea Alitalia, la versione da pista lo fece spesso con i colori della Marlboro.

FERRARI – Quella che si era dimostrata come la macchina più in forma nella stagione precedente, nel gennaio del 1975 sembra essere invecchiata improvvisamente; infatti i riconfermati Lauda e Regazzoni con le B3 non vanno più in là di mediocri piazzamenti nei GP. Conquista il 1º posto in Brasile il pilota locale Carlos Pace con la Brabham... insomma a Maranello decidono di accellerare il debutto della nuova monoposto, figlia dell´Ing. Mauro Forghieri. La 312 T è proprio bella e con quel cambio trasversale promette di essere l´arma assoluta. Ma alla prima gara, in Sud Africa, le cose non vanno ancora bene, dovute ancora ad una certa carenza nella messa a punto. Bisognerà aspettare fino alla fine d´aprile quando le due rosse centrano la prima fila nel circuito cittadino di Barcellona. Purtroppo un malinteso alla prima curva metterà fuori gioco le Ferrari. La rivincita arriva a Montecarlo dove quelli di Maranello non vincono da ben 20 anni. Lauda imposta una strategia che diventerà ben presto famosa: parte in testa, forza fino a metà gara lasciandosi il vuoto alle spalle e poi tira i remi in barca aspettando la bandiera a scacchi. Inizia finalmente una grande cavalcata che porterà l´austriaco a vincere quasi dappertutto. Ma in estate si complicano i progetti Inghilterra, Germania e Austria: porteranno solo cinque punti a Maranello.
Ma il destino vuole che a Monza Lauda abbia la possibilita' di chiudere il discorso per il titolo mondiale. La stampa ormai stravede per Niki e chiude un occhio su certe sue frasi lapidarie e sull'atteggiamente freddo e distaccato. Monza e dintorni sono un autentico caos con code chilometriche già il venerdì mattina ai cancelli di Vedano. Forse 70-80 mila gli spettatori durante la prima giornata di prove (ed era un giorno feriale), improvvisamente gli italiani si sentono cosí vicini ai tedeschi che neppure Vittorio Brambilla, autore di una grandissima stagione con la March-Beta, riesce a distrarli dal loro idolo. Le bandiere Ferrari si esauriscono ben presto sulle bancarelle e la domenica arriveranno a chiedere 10.000 Lire (dell´epoca!!!) per una di 50x60. In gara poi Regazzoni riceverà il premio per non aver ostacolato Lauda durante l´anno: parte in tromba e non sarà più ripreso vincendo proprio sulla pista che gli diede il primo trionfo iridato nel 1970. Lauda corre... alla Lauda, preoccupandosi solamente di Reutemann e finisce terzo. Sul traguardo lo aspetterà un Luca Montezemolo saltellante come una cavalletta per il doppio trionfo di Regazzoni e di Lauda campione. Poi, vincendo anche a Watkins Glen, l´austriaco porterà a casa anche il titolo costruttori. Era dal 1964 che non succedeva. L´Italia è in festa. Tutti con Lauda.

ALFA ROMEO – Dopo la deludente stagione 1974, nella quale l´Autodelta (ndr squadra corse Alfa Romeo) ritirò dal Mondiale Marche le sue macchine prima della fine del campionato, anche per il 1975 le prospettive non erano delle più confortanti: infatti a Settimo Milanese non esisteva il budget per correre ad alto livello, la 33TT12 aveva ormai un telaio vecchiotto anche se un gran bel motore. Ai primi di marzo l´ormai ex-pilota tedesco Kahusen in compagnía del manager Domingo Piedade fa visita al presidente dell´Alfa e gli propone di affittare le sue sport Gruppo 5 con i soldi della Redlefsen, industria tedesca di salumi. Affare fatto: l´Alfa si sarebbe occupata dell’assistenza tecnica e dello sviluppo, i tedeschi del resto. Ci si accorda con Arturo Merzario, Henri Pescarolo e Derek Bell per pilotare le vetture più un quarto pilota, cambiato diverse volte, che avrebbe sempre fatto coppia con Merzario.
Debutto al Mugello due gli avversari di riguardo: la Porsche, che aveva sviluppato un motore turbo dopo le favorevoli esperienze nella Can-Am e la Renault, anche lei "turbata", che iniziava cosí ad affacciarsi sulla scena internazionale con un programma a lunga scadenza con obbiettivo la vittoria della 24 ore di Le Mans.
E proprio la Renault rovinò la festa agli italiani con un trionfo sofferto a Le Mans, nonostante il rush finale di Merzario e Ickx che arrivarono secondi. Per fortuna la stagione andò poi a finire diversamente perchè l´Alfa infilo' una serie di successi a catena proprio dalla gara successiva dominando a piacere. Merzario vinse con Lafitte a Digione, Monza e Nurburgring, con Mass a Pergusa, mentre arrivó secondo con Ickx al Mugello e Spa, con Brambilla a Zelwegt e con Mario Andretti a Watkins Glenn. Pescarolo e Bell ottennero la vittoria a Spa, Zelwegt e al Glenn, insomma se non vinceva la nº 1 lo faceva la nº 2. Da registrare anche che al Nurburgring venne schierata una terza macchina, verniciata esclusivamente con i colori della Redlefsen e affidata ai piloti di F.1 Jody Schekter e Jochen Mass. Nel frattempo dalla gara di Spa era arrivato anche il patrocinio della Campari, non male per una squadra che all´inzio dell´anno non aveva un quattrino... Quindi, per gli amanti di Monza, la 1000 chilometri del 1975 riscosse un gran successo anche di pubblico (100.000) in una giornata accompaganta da un sole splendido, quasi estivo. Di quella corsa ricordo alcuni episodi curiosi come ad esempio che Merzario e Lafitte corsero tutta la gara con i fari accesi per evitare i contrattempi di Digione quando un doppiato fece uscire di strada il "fantino" di Civenna. Così come con piacere ricordo la splendida prestazione di Lella Lombardi, che con la Beumont, arrivò 4ª assoluta con una Alpine-Renault di 2 litri. Alcune settimane dopo la Lella di Alessandria sarebbe arrivata anche sesta al GP di Spagna con una March privatissima, conquistando mezzo punto che fino ad oggi è la miglior prestazione di una donna nei Grand Prix moderni. Per finire un accenno al cappellone Marlboro da cow-boy di Merzario. Dopo la premiazione, nella ressa del palco, qualcuno cercò di toglierlo dalla testa ed il "fantino" reagi' come una bestia inferocita sollevando da terra lo sventurato autore del "delitto". Il giorno dopo, bell´abbronzato per la giornata monzese, toccai il cielo con un dito al vedermi ripreso dalla RAI! A fine anno ebbi l´occasione di poter partecipare, dopo aver superato un difficile concorso, a una giornata con "L´Alfa dell´Iride" sul circuito di Balocco e fare un paio di giri a manetta sulla 33 campione del mondo a fianco di quello che era giá il mio idolo: Arturo Merzario.

Insomma una indigestione di titoli mondiali come non mai e che mai più si sarebbe ripetuta su questi fronti.

 

La mitica Lancia Strato durante il Rally di Montecarlo.
 
Lancia Stratos
 
L'Alfa Romeo 33, protagonista assoluta del mondiale marche.
 
Niki Lauda sulla sua imbattibile Ferrari durante la stagione 1975.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
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