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La Ferrari iniziava la rimonta in F.1 lasciando il testimone all´Alfa Romeo nei prototipi, mentre Brambilla e Merzario erano i soli nostri rappresentanti nella massima formula.
Con l´arrivo di Luca Cordero di Montezemolo alla Ferrari, verso l'aprile del 1973, la casa di Maranello visse uno dei periodi più curiosi della sua storia: da una parte le vetture di F.1 non andavano assolutamente nonostante il nuovo telaio fatto costruire per la prima volta oltremanica, dall´altra invece le vetture sport si apprestavano a disputare l´ultimo anno nel Mondiale Marche, ultimo perchè a fine stagione Montezemolo, ormai con pieni poteri, convinse il Commendatore a concentrarsi solo sulla F.1.

Durante la stagione mondiale la Ferrari le prese di santa ragione dalle Matra ma riusci' a vincere due gare, anche se in modo fortunoso (Monza e Nurburgring). A Le Mans invece le vetture del cavallino furono davvero le più veloci con Merzario che fece vedere i sorci verdi ai francesi per la prima volta ma un guasto al serbatoio di recupero dell´olio attardarono Arturo e il compianto Carlos Pace, che non andarono oltre la seconda piazza. Poi come spesso accade venne dato il ben servito al pilota comasco e a Ickx, ritenuti ingiustamente colpevoli degli scarsi risultati in formula uno, e cosi' venne richiamato Clay Regazzoni che a sua volta raccomandò un certo Niki Lauda, sicuro che non gli avrebbe "fatto le scarpe".
La 312 B3 venne sviluppata da Forgieri, Rocchi e Bussi, la "troika" come venne definita dai giornalisti. E incominciò ad andare subito forte nei test invernali al Le Castellet. Arrivò la stagione 1974 e con lei i primi piazzamenti, poi la vittoria del Jarama che segno' la risurrezione della Ferrari. Il nemico questa volta era Emerson Fittipaldi e la sua McLaren con la livrea Marlboro. Lauda e Regazzoni andavano forte ma Montezemolo non si decideva a appoggiare ne l´uno ne l´altro. Tra rotture e sfortune Clay si ritrovò comunque in lotta per il titolo all´ultima gara, il GP degli Stati Uniti che si correva a Watkins Glen. Ma ne' in prova ne' in gara le rosse furono all´altezza, le macchine saltavano come grilli e vennero accusati gli ammortizzatori Koni molto probabilmente difettosi. Fittipaldi vinse cosi' senza grossi problemi il mondiale 1974, ma la stagione successiva si profilava combattuta ed avvincente, con una Ferrari ritrovata finalmente protagonista.

 

Emerson Fittipaldi e la sua McLaren durante la stagione 1974 che lo vedra' laurearsi campione del mondo per la seconda volta.
 
Clay Regazzoni in volo al Nurburgring, durante il Gran Premio di Germania di Formula 1 del 1974.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
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